Dal 22 al 26 settembre 2025, la nostra docente Silvia Bertolini, formatrice del Centro di Formazione Professionale CNOS-FAP di Arese, ha partecipato a un’esperienza di job shadowing in Svezia, presso Kunskapsförbundet Väst nelle città di Vänersborg e Trollhättan.
L’iniziativa si inserisce nel progetto Erasmus+ 2024-1-IT01-KA121-VET-000221022, promosso da CNOS-FAP Regione Lombardia nell’ambito dell’accreditamento VET Erasmus+.
Un’immersione nella scuola svedese
Durante la settimana, Silvia ha avuto la possibilità di osservare da vicino le attività didattiche e laboratoriali dei colleghi svedesi. Entrando in contatto con una realtà educativa che unisce innovazione, autonomia e inclusione. >Le giornate si sono svolte tra lezioni pratiche nei laboratori tecnici, momenti di osservazione in aula e scambi di buone pratiche con i docenti locali e con altri partecipanti italiani.
“Il progetto di job shadowing è un’esperienza immersiva in un contesto scolastico estero. In Svezia, insieme a colleghi italiani, abbiamo avuto l’opportunità di vivere momenti di didattica in classe e in laboratorio, confrontandoci con una realtà nuova, diversa ed arricchente. Vivere questa esperienza serve proprio ad osservare la scuola da un nuovo punto di vista, portando allo stesso tempo la propria, costruendo confronti e cercando infine di ampliare le proprie modalità di lavoro.” – Silvia Bertolini, docente CNOS-FAP Arese
Erasmus+ e formazione continua dei docenti
Il programma Erasmus+ VET rappresenta per CNOS-FAP Lombardia una leva strategica per la formazione continua del personale educativo e tecnico, favorendo il confronto internazionale e l’adozione di metodologie didattiche innovative.
Attraverso iniziative come il job shadowing, i formatori hanno l’opportunità di:
osservare nuovi modelli organizzativi della formazione professionale in Europa;
sperimentare approcci pedagogici basati sulla centralità dello studente e sull’apprendimento esperienziale;
acquisire competenze interculturali e linguistiche spendibili nei contesti formativi italiani.
L’impegno di CNOS-FAP Lombardia nei progetti europei
L’esperienza di Silvia Bertolini testimonia la partecipazione attiva di CNOS-FAP Regione Lombardia nel programma Erasmus+ 2021-2027, con un accreditamento che coinvolge i centri di formazione della rete lombarda e promuove:
la mobilità transnazionale di studenti e docenti,
la collaborazione con istituzioni educative e imprese europee,
lo sviluppo di competenze chiave per il lavoro e la cittadinanza.
Ogni attività di mobilità, come quella realizzata a Vänersborg, contribuisce a rafforzare il dialogo tra formazione e mondo del lavoro, in linea con la missione salesiana di educare attraverso il fare e di promuovere una formazione integrale della persona.
In sintesi
Il job shadowing in Svezia si è rivelato un momento di crescita personale e professionale. Una attività integrata e capace di ampliare gli orizzonti educativi e di rafforzare la rete internazionale di CNOS-FAP Lombardia. >Esperienze come questa consolidano il ruolo della formazione professionale lombarda nel panorama europeo, alimentando lo scambio di idee e la costruzione di una scuola sempre più aperta e innovativa.
Nel campo dell’istruzione, le opportunità di crescita professionale e di scambio culturale sono essenziali per il miglioramento continuo delle pratiche didattiche. Dal 22 al 26 maggio 2024, Evelin Battistel, referente Formazione Continua e progettista del CNOS-FAP Regione Lombardia, ha avuto l’opportunità di partecipare a un’esperienza di Job Shadowing presso la scuola Prizma di Izegem, situata nelle Fiandre occidentali del Belgio. Questo progetto, promosso dal programma Erasmus+ e gestito dal CNOS-FAP nazionale, ha fornito un’occasione unica per osservare e apprendere nuove metodologie di insegnamento in un contesto internazionale.
Il sistema educativo delle Fiandre e la scuola Prizma
La scuola Prizma fa parte di una rete di istituti cattolici che si distingue per l’innovazione e l’inclusività nel sistema educativo. Izegem, una cittadina situata vicino a Bruxelles, ha offerto ad Evelin Battistel un ambiente accogliente e stimolante dove poter osservare da vicino le pratiche educative adottate nelle Fiandre. Il sistema scolastico delle Fiandre è rinomato per la sua attenzione personalizzata agli studenti e l’adozione di tecnologie avanzate nel processo di insegnamento.
Metodologie innovative e progetti educativi
Durante la settimana di Job Shadowing, Evelin ha avuto l’opportunità di esplorare diverse metodologie didattiche innovative. Tra i progetti più interessanti, spiccano quelli rivolti agli studenti a rischio di dispersione scolastica, come l’utilizzo di Minecraft per coinvolgere i ragazzi in attività educative e laboratori che integrano l’Intelligenza Artificiale nel supporto all’insegnamento delle materie scolastiche. Questi progetti dimostrano come le tecnologie moderne possano essere utilizzate efficacemente per catturare l’interesse degli studenti e facilitare l’apprendimento.
Un altro aspetto rilevante dell’esperienza di Job Shadowing è stato l’osservazione di iniziative dedicate agli studenti con difficoltà linguistiche. La scuola Prizma ha sviluppato un progetto specifico per alunni stranieri non madrelingua, fornendo un supporto linguistico personalizzato per facilitare l’integrazione e il successo scolastico di questi studenti. Questo progetto rappresenta un esempio di come l’educazione possa essere inclusiva e attenta alle esigenze di tutti gli studenti.
L’importanza dell’esperienza Job Shadowing
Il Job Shadowing è una forma di apprendimento professionale che consente agli insegnanti di osservare le pratiche didattiche in uso in altri paesi e di acquisire competenze e conoscenze che possono essere implementate nelle proprie istituzioni. Questa esperienza ha permesso ad Evelin Battistel di raccogliere idee e strategie che potranno essere adattate e applicate nel contesto italiano, migliorando ulteriormente la qualità dei progetti proposti all’interno del CNOS-FAP Regione Lombardia.
Inoltre, il Job Shadowing favorisce la collaborazione internazionale tra personale e docenti, creando una rete di contatti e scambi che arricchiscono il bagaglio professionale di ogni partecipante. L’obiettivo reciproco è sempre quello di acquisire “best practices” per migliorare concretamente le progettualità e le attività didattiche proposte.
Un’esperienza di crescita personale e professionale
Le mobilità Erasmus sono esperienze che arricchiscono non solo dal punto di vista professionale, ma anche personale. Tutti i partecipanti hanno avuto l’opportunità di immergersi nella cultura belga, apprezzando le differenze e similitudini con il sistema educativo italiano. Questo tipo di esperienza permette al personale coinvolto di allargare i propri orizzonti, scoprire nuove prospettive e tornare a casa con un rinnovato entusiasmo e nuove idee da mettere in pratica.
L’esperienza di Job Shadowing di Evelin Battistel e degli altri partecipanti provenienti dai vari centri di formazione professionale del CNOS-FAP Nazionale, presso la scuola Prizma di Izegem, rappresenta un esempio concreto di come i programmi Erasmus+ possano contribuire significativamente allo sviluppo professionale del personale e degli insegnanti e al miglioramento dei sistemi educativi. Le metodologie innovative, i progetti inclusivi e l’attenzione personalizzata agli studenti osservati durante questa settimana sono elementi preziosi che potranno essere integrati nel contesto italiano, arricchendo le progettualità future e l’offerta formativa, migliorando l’esperienza educativa degli studenti.
Evelin Battistel, con il suo entusiasmo e la sua dedizione, ha portato a casa un bagaglio di conoscenze e competenze che, senza dubbio, avranno un impatto positivo sulla sua attività professionale e su quella dei suoi colleghi.
I centri di formazione partecipanti
I centri di formazione che hanno partecipato a questa esperienza includono il Centro di Formazione AFP di Dronero e di Cuneo, il Centro di Formazione Salesiani Castel De’ Britti, l’AFP Patronato San Vincenzo oltre al CNOS-FAP Regione Lombardia. Questi centri di formazione professionale, rappresentati dai loro rispettivi docenti e professionisti, hanno avuto l’opportunità di collaborare, condividere esperienze e apprendere nuove metodologie che contribuiranno al miglioramento dell’offerta formativa in Italia.
La visione per il futuro
Guardando al futuro, l’esperienza di Job Shadowing a Izegem costituisce un modello da seguire per ulteriori iniziative di scambio e collaborazione. L’obiettivo è quello di continuare a promuovere opportunità di mobilità per docenti e studenti, al fine di arricchire il panorama educativo e favorire una formazione sempre più inclusiva e innovativa. La partecipazione a programmi come Erasmus+ deve essere vista non solo come un’occasione di crescita individuale, ma come un investimento nel futuro dell’istruzione.
In conclusione, la partecipazione ai programmi di mobilità come Erasmus+ è un’opportunità imperdibile per tutti i docenti che desiderano migliorare le proprie competenze e contribuire al progresso dell’istruzione nei propri paesi. Evelin Battistel, con il suo impegno e la sua passione, ha dimostrato come un’esperienza di Job Shadowing possa avere un impatto positivo duraturo, arricchendo non solo il bagaglio professionale dei docenti, ma anche la qualità dell’istruzione offerta agli studenti.
Dal 22 al 26 Aprile 2024, due nostre colleghe del centro di formazione di Milano (Valentina Giancola, referente area personalizzazione e Kathia Guerra formatrice lingua inglese), hanno intrapreso un viaggio formativo a Stoccolma (Svezia). L’obiettivo è stato quello di partecipare ad un programma di job shadowing rivolto al personale docente e non docente del Consorzio VET, di cui CNOS-FAP Regione Lombardia è capofila. Questa iniziativa fa parte del progetto “ACCREDITAMENTO ERASMUS+ CNOS-FAP LOMBARDIA“, codice progetto 2022-1-IT01-KA121-VET-000065424, un’opportunità di crescita professionale e di scambio culturale senza precedenti.
Job shadowing: contesto del progetto
Nel mese di Novembre 2023, è stato lanciato il “Bando Staff”, ricevendo un’accoglienza entusiastica con 38 candidature per soli 8 posti disponibili. Il job shadowing è stato promosso per la prima volta dal Consorzio, sottolineando l’importanza della mobilità internazionale nell’ambito della formazione professionale. I vincitori hanno avuto la possibilità di scegliere tra diverse destinazioni offerte dal catalogo di UNISER Ecco il loro racconto:
Primo giorno: visita al Quartier Generale di AcadeMedia
Le colleghe hanno iniziato la loro esperienza di job shadowing visitando la sede centrale delle scuole del gruppo AcadeMedia, un centro dove si gestiscono gli aspetti amministrativi e si svolgono corsi di formazione per insegnanti, condotti da docenti e psicologi. AcadeMedia, un ente privato sostenuto finanziariamente dallo stato svedese, coordina trenta istituti che vanno dalla scuola dell’infanzia agli istituti superiori. Ogni studente riceve dallo stato un finanziamento annuo di € 12.000, garantendo così l’accesso gratuito all’istruzione. I ragazzi svedesi iniziano la scuola superiore a 16 anni e terminano a 19. Le scuole si suddividono in “theoretical school” (scuole teoriche, simili ai nostri licei per intenderci) e “vocational school” (formazione professionale). Durante la visita, è stata data particolare attenzione alla puntualità, valore molto rispettato in Svezia, dove essere puntuali significa arrivare dieci minuti prima dell’orario concordato.
Character education
È stato introdotto anche il concetto di “character education”, un’educazione che mira a formare individui consapevoli, capaci di vivere serenamente in società. L’intervento di una psicologa ha messo in luce l’approccio svedese di lavorare direttamente con i docenti per sostenere l’aspetto psicologico degli studenti.
I docenti che hanno anche una formazione psicologica, insegnano agli studenti come vivere, come comportarsi in società, come riconoscere un disagio psicologico e a comprendere di cosa si tratta, in modo tale che i ragazzi non si sentano spaesati quando provano sensazioni sgradevoli, e questa consapevolezza li aiuta a superare la problematica. Le colleghe hanno riscontrato molte affinità con il sistema preventivo di Don Bosco: anche per gli svedesi la relazione con i ragazzi è fondamentale.
Ogni insegnante in Svezia è anche mentore di 15 studenti, con il compito di guidarli e motivarli verso il successo formativo e l’autonomia. A differenza dell’Italia, in Svezia si tende a non coinvolgere eccessivamente le famiglie nella vita scolastica, preparando gli studenti a gestire autonomamente la loro transizione verso l’età adulta.
Il metodo della character education
Nel pomeriggio le colleghe coinvolte in attività di job shadowing hanno visitato una scuola professionale che si occupa soprattutto di hotellerie e ristorazione, l’RH INTERNATIONAL HOTELL – OCH RESTAURANGSKOLAN. La scuola ha circa 300 studenti e ogni anno formano una classe per l’hotellerie (settore ospitalità e turismo), una di panificazione e due di ristorazione. I ragazzi hanno 20 settimane di tirocinio all’anno. La cosa che ha colpito molto le nostre colleghe è la pacatezza, la calma e l’educazione dei ragazzi. Tutto ciò è possibile perché applicano il metodo della “character education”: i ragazzi sanno come devono comportarsi e lo accettano. Conoscono le regole e sanno che la società si aspetta che le rispettino. La direttrice della scuola ha spiegato che la “character education” è prevista dalla legge ed è un metodo pedagogico che viene sempre seguito.
Bisogni speciali ed inclusività
In ogni classe ci sono 25 studenti e alcuni hanno “bisogni speciali”. Tuttavia non hanno diagnosi o certificazioni, sono i docenti, in base alle esigenze degli studenti, a stabilire le misure compensative necessarie. Ci hanno spiegato inoltre che gli studenti vengono selezionati in base ai voti in uscita dalla scuola precedente e che i ragazzi con un Q.I. inferiore a 70 vengono mandati direttamente in percorsi personalizzati. Inoltre, se i ragazzi fanno una richiesta, ad esempio se vogliono bere il caffè durante le lezioni, se ne discute insieme e si fa capire loro che questo potrebbe danneggiare il materiale scolastico.
Così si strutturano insieme ai ragazzi regole sensate per il benessere di tutti. La scuola ha blocchi di lezioni che durano due ore e mezza e fanno delle pause decise dall’insegnante. A volte ai ragazzi è concesso uscire dall’aula e fare gli esercizi fuori (su tavolini e divanetti ad esempio). Insomma, è tutto molto libero, fermo restando che però le regole vengono date prima dall’insegnante. Credono molto nella responsabilità e nell’autonomia degli studenti. In aula lavorano a gruppetti, privilegiando il cooperative learning e non danno compiti a casa, perché il lavoro viene svolto prevalentemente a scuola anche al pomeriggio.
Secondo giorno di job shadowing: bisogni speciali e inclusione
Al mattino le nostre colleghe hanno lavorato sui bisogni speciali e sulla “compensational education” insieme a un’insegnante specializzata in pedagogia, che ha studiato psicologia e che ha lavorato in un reparto di psichiatria. In Svezia non hanno Certificazioni o Diagnosi, di conseguenza preparano la lezione affinché sia inclusiva e comprensibile da tutti fin dall’inizio.
La scuola dev’essere per tutti, ma ritengono che la vera inclusione non sia inserire ragazzi con problematiche importanti in classe. Questo secondo loro comporta la non personalizzazione della didattica e di conseguenza l’insuccesso formativo dei ragazzi con disabilità. Secondo gli svedesi la priorità è dare una possibilità lavorativa a questi ragazzi, e questo è possibile solo con la massima personalizzazione possibile in classi in cui questi ragazzi possono essere seguiti. I ragazzi con difficoltà hanno comunque a disposizione gli strumenti compensativi e il tempo aggiuntivo.
In Svezia non fanno verifiche, ma solo esami di fine anno a giugno. Tuttavia, tre volte all’anno, utilizzano un sistema basato sui colori verde, giallo e rosso. Se l’allievo è verde in una data materia significa che passerà il corso, se è giallo che ha qualche problema, se è rosso che al momento è insufficiente. Non esiste la bocciatura: gli allievi insufficienti in un corso possono recuperare l’anno successivo. Dopodiché hanno approfondito la figura del mentore, che ha il compito di relazionarsi con gli studenti, di monitorare le assenze, di parlare con le famiglie e con i docenti. Le colleghe hanno svolto alcune attività di mentoring finalizzate ad instaurare una relazione con il mentore e/o tra i ragazzi all’interno del gruppo.
Terzo giorno: visita alla scuola Klara
Le nostre colleghe hanno visitato una “theoretical school”. “Klara”, una scuola “teorica” dove hanno potuto conoscere l’orario di lavoro svolto da un insegnante. Ad esempio per due ore alla settimana gli insegnanti si incontrano per discutere di questioni didattiche o di eventuali problematiche da risolvere all’interno delle classi. La cosa importante nella “compensational education” è quella di mantenere un’atmosfera serena e rilassata per tutti e che i ragazzi si sentano a proprio agio. Chi ha bisogno utilizza materiale compensativo ed è offerto aiuto a tutti. Per favorire l’attenzione degli studenti ritirano i cellulari e utilizzano di rado dispositivi elettronici (fanno un uso limitato di pc e niente IPad) perché ritengono che questo aiuti gli studenti a non distrarsi. Hanno anche ribadito l’importanza di illustrare la “lesson plan” e le pause agli studenti all’inizio di ogni lezione.
Conclusioni e prospettive
Le scuole visitate rappresentano eccellenze nel panorama educativo svedese e riflettono i principi fondamentali di responsabilità, autonomia e inclusione. Questa esperienza ha offerto alle colleghe coinvolte in attività di job shadowing nuove prospettive e metodi innovativi applicabili anche nel contesto educativo italiano sottolineando l’importanza di un approccio educativo che valorizza l’autonomia e la preparazione degli studenti al mondo adulto.