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Verso un nuovo modello di VET: vent’anni di IeFP in Italia

come il nuovo modello VET può trasformare la formazione professionale

Un sistema da ripensare: un nuovo modello VET 

Scopri come il nuovo modello VET può trasformare la formazione tecnico-professionale e creare opportunità per i giovani. L’Italia ha ancora molto da fare per valorizzare davvero la formazione tecnico-professionale. Oggi, l’11,5% dei giovani tra 18 e 24 anni abbandona prematuramente gli studi, contro una media europea del 9,6%. Ma il vero problema non è solo quantitativo: è culturale.

Da troppo tempo, la tendenza alla liceizzazione del sistema educativo ha relegato la formazione tecnico-professionale a un ruolo di secondo piano, invece di riconoscerla come pilastro strategico per la crescita economica e sociale del Paese. Eppure, proprio nei percorsi di IeFP – Istruzione e Formazione Professionale – si trova la chiave per colmare il divario tra scuola e lavoro, valorizzando i talenti dei giovani e rispondendo alle esigenze reali delle imprese.

Un mismatch che frena la crescita

Secondo il Rapporto CNEL-Unioncamere 2025, il 48% delle imprese italiane non trova personale qualificato, mentre nei prossimi cinque anni serviranno oltre 3,5 milioni di nuovi lavoratori, quasi la metà dei quali con competenze tecnico-professionali.

Le difficoltà maggiori si registrano proprio nei settori ad alta specializzazione:

  • 59,7% nel comparto metalmeccanico ed elettronico;
  • 49,5% nei servizi informatici e telecomunicazioni.

Di fronte a questo scenario, l’IeFP non è una scelta “di serie B”, ma una risorsa strategica per la competitività del Paese. Come sottolinea Giuliano Giacomazzi, Direttore Generale della Fondazione CNOS-FAP: “A vent’anni dall’istituzione del sistema IeFP è necessario fare un bilancio critico e guardare avanti con proposte operative. Il nostro Position Paper non è un documento celebrativo ma uno strumento di policy concreto per trasformare la IeFP in un pilastro strategico per l’occupazione giovanile”.

Un evento al Senato per costruire il futuro

Il 12 novembre 2025, dalle ore 9.30 alle 13.30, presso la Sala Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” a Roma, si terrà il seminario “Verso un nuovo modello di VET: 20 anni di sistema di istruzione e formazione professionale”, promosso dal Senatore Matteo Gelmetti e organizzato da Fondazione CNOS-FAP ETS e PTS – Prior to Start.

L’incontro intende fare il punto su due decenni di esperienze, risultati e sfide, proponendo un nuovo modello di IeFP (Vocational Education and Training), capace di rispondere alle evoluzioni del mercato del lavoro e di rilanciare l’attrattività dei percorsi tecnico-professionali.

Durante il seminario sarà presentato un Position Paper con proposte operative, elaborato da CNOS-FAP e PTS, per migliorare la governance del sistema, rafforzare il legame tra formazione e impresa e sviluppare politiche di orientamento e accompagnamento mirate.

Tre leve strategiche per il futuro della IeFP

  1. Rendere strutturale l’apprendistato duale
    Nel 2024, 31 dei 42 avvisi IeFP hanno previsto la modalità duale, per un totale di 896 milioni di euro investiti. Ma serve fare un passo in più: trasformare l’apprendistato in una componente permanente dell’offerta formativa, in modo da formare i giovani direttamente nei contesti produttivi reali.
  2. Creare una governance tripartita condivisa
    Come avviene nel modello tedesco, il coinvolgimento di Stato, imprese e sindacati nella definizione dei curricula garantirebbe percorsi formativi aderenti alle esigenze del territorio. La codecisione è il primo passo per superare la frammentazione e costruire standard di qualità nazionali.
  3. Costruire una filiera verticale IeFP–IFTS–ITS Academy
    La Legge 121/2024 ha introdotto percorsi IeFP quadriennali abilitanti all’Esame di Stato e all’accesso diretto agli ITS Academy. Una scala progressiva di competenze dal livello EQF 3-4 al 5-6 che consentirà ai giovani di crescere professionalmente e accedere più rapidamente al mondo del lavoro.

Le risorse europee e il ruolo della formazione tecnico-professionale ed il nuovo modello VET

L’Italia dispone oggi di 28,6 miliardi di euro del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021–2027, dei quali il 50% è destinato a occupazione e lavoro e il 29% a istruzione e formazione.
Si tratta di una leva formidabile per rafforzare i percorsi IeFP e creare un sistema integrato di apprendimento permanente, capace di rispondere alle sfide digitali, ambientali e demografiche.

Come evidenzia Mattia Dolci, Executive Partner PTS: “L’IeFP ha le risorse e il potenziale per risolvere il paradosso italiano: imprese che non trovano personale qualificato e giovani diplomati in cerca di occupazione. Dobbiamo valorizzarla come modello formativo nazionale.

Un cambio di paradigma culturale

L’indagine Ipsos-IUSVE 2025 racconta un quadro generazionale complesso:

  • il 66% dei giovani percepisce una distanza tra vita reale e vita ideale;
  • il 42% teme di non riuscire a conquistare un’indipendenza economica.

La formazione tecnico-professionale di qualità può essere la risposta: un percorso concreto per riaccendere la speranza, offrendo ai giovani strumenti per costruire la propria autonomia e realizzare le proprie aspirazioni.

Valorizzare la IeFP significa riconoscere pari dignità a tutti i percorsi formativi, dare spazio ai talenti pratici e tecnici, e costruire un modello educativo fondato sull’integrazione tra scuola, impresa e territorio.

 

Un evento di confronto e prospettiva per discutere di un nuovo modello VET

Il seminario del 12 novembre vedrà la partecipazione di rappresentanti istituzionali, esperti e parti sociali. Tra gli interventi attesi:

  • Giuliano Giacomazzi (Fondazione CNOS-FAP ETS)
  • Mattia Dolci (PTS)
  • Matteo Gelmetti (Senatore della Repubblica)
  • Marina Calderone (Ministro del Lavoro, in attesa di conferma)
  • Massimiliano Fedriga (Presidente Conferenza Regioni)
  • Walter Rizzetto (Presidente Commissione Lavoro Camera)

Seguiranno tavole rotonde con Sara FrontiniMauro FrisancoRoberto ViciniAntonio Ranieri (CEDEFOP)Michela Freddano (INVALSI)Paola Nicastro (Sviluppo Lavoro Italia) e Paola Vacchina (FORMA).

Un confronto aperto e interdisciplinare per disegnare il futuro della formazione professionale in Italia.

La IeFP non è una scelta di ripiego, ma un investimento strategico per il Paese.
Occorre una visione condivisa, capace di trasformare la VET in un sistema di eccellenza, di ridurre il mismatch occupazionale e di offrire ai giovani opportunità reali di crescita.

Appuntamento: 12 novembre 2025, ore 9.30–13.30
Sala Atti Parlamentari – Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, Roma
Info: comunicazione.nazionale@cnos-fap.it

Giraffe o sciacalli? Quando la formazione diventa scelta di consapevolezza

La formazione continua è fondamentale per sviluppare empatia e relazioni positive nella vita professionale. Scopri cosa offre CNOS Lombardia.

In un mondo che corre veloce, dove la tecnologia trasforma ruoli e linguaggi, ci sono domande semplici che arrivano dritte al cuore del nostro modo di essere. Una di queste ha risuonato nella recente settimana di formazione organizzata da CNOS-FAP Nazionale a Mestre, alla quale ha partecipato anche Lucia Prestini, rappresentante del team della Formazione Continua di CNOS-FAP Regione Lombardia“Ti senti più giraffa o sciacallo?”

Una metafora ispirata alla comunicazione non violenta di Marshall Rosenberg, che distingue tra due stili opposti di relazionarsi: lo sciacallo, simbolo del giudizio e della reattività, e la giraffa, con il cuore grande e il collo lungo, capace di vedere da lontano e ascoltare in profondità. Una domanda che ha accompagnato i partecipanti lungo tutta la settimana, stimolandoli a riflettere su linguaggio, empatia e benessere personale e professionale.

Formazione e AI generativa: un binomio possibile

Il percorso si è aperto con una sessione dedicata all’intelligenza artificiale generativa, guidata da Marco Ferrarato e Luca Simonato. Due giovani formatori che hanno saputo coniugare visione e concretezza, proponendo strumenti applicabili sin da subito nei contesti educativi e organizzativi.

In un mondo in cui l’AI può generare testi, immagini, soluzioni, si è discusso non solo di efficienza, ma anche di responsabilità, etica e consapevolezza. Come educatori, come professionisti, ma anche semplicemente come cittadini. Quale uso fare dell’intelligenza artificiale? Come farla dialogare con le competenze relazionali e comunicative? Come educare i ragazzi a una tecnologia “umana”, che supporta ma non sostituisce?

Domande che trovano spazio e risposte all’interno delle proposte della Formazione Continua CNOS-FAP Lombardia, pensate per accompagnare lavoratori e aziende in un aggiornamento professionale costante, al passo con le trasformazioni del mondo del lavoro.

Benessere e comunicazione: oltre il “fare”, l’essere

La seconda parte della settimana ha messo al centro il benessere psico-fisico e relazionale. Un’area spesso trascurata nel mondo della formazione, eppure oggi fondamentale per chi lavora con e per le persone. Grazie all’accompagnamento esperto di Mauro De Martini e Consuelo Vignarelli, i partecipanti hanno esplorato tecniche di respirazione, consapevolezza corporea, linguaggi non verbali.

Non si è trattato solo di “stare bene” in senso generico, ma di abitare pienamente il proprio corpo e le proprie emozioni, imparando a riconoscerle, accoglierle e trasformarle. Un benessere che parte dall’individuo ma si riflette sulla qualità delle relazioni, sui team di lavoro, sull’efficacia comunicativa.

Anche in questo caso, la metafora giraffa-sciacallo ha accompagnato il percorso: come ascoltiamo? Come ci poniamo quando ci relazioniamo con gli altri, in aula, in laboratorio, in azienda? La risposta non è mai definitiva, ma si costruisce nel tempo, con strumenti, confronto e crescita.

Le serate veneziane: la formazione che lascia il segno

La settimana formativa a Mestre si è chiusa con momenti informali ma carichi di significato. Le serate trascorse a Venezia, tra calli silenziose e storie misteriose, hanno rappresentato molto più di una semplice parentesi di svago. Sono state occasioni di meraviglia e connessione, momenti per ritrovare lo stupore, la lentezza, il valore del silenzio condiviso.

L’esperienza culminante è stata la visita a San Marco, illuminata solo per il gruppo: un momento sospeso, quasi sacro, che ha reso ancora più chiaro il messaggio della settimana.

In ogni gesto, in ogni parola, possiamo scegliere: giraffe o sciacalli? Empatia o giudizio? Ascolto o reazione?

La formazione continua è fondamentale per sviluppare empatia e relazioni positive nella vita professionale. Scopri cosa offre CNOS Lombardia.

Formare con lo sguardo lungo

L’esperienza di Lucia Prestini, ci offre lo spunto per riflettere su un principio chiave della mission di CNOS-FAP Regione Lombardia: la formazione non è solo trasmissione di competenze, ma costruzione di senso.

Oggi più che mai, formare significa integrare competenze tecniche e soft skills, valorizzare il capitale umano, costruire contesti educativi e lavorativi dove le persone possano sentirsi viste, ascoltate, accompagnate. Il cuore dei percorsi promossi da CNOS-FAP — dalla formazione professionale iniziale all’apprendistato, dai corsi per adulti alle iniziative finanziate — è proprio questo: una formazione centrata sulla persona.

Perché investire nella formazione continua oggi

L’esperienza raccontata da Mestre dimostra come la formazione continua non sia solo un obbligo normativo o un aggiornamento tecnico, ma una scelta strategica di crescita per individui e organizzazioni. Investire nella formazione significa investire nella qualità delle relazioni interne, nella cultura aziendale, nella motivazione e nella produttività.

Il catalogo di Formazione Continua CNOS-FAP Lombardia offre un’ampia gamma di corsi e opportunità: dai percorsi personalizzati per le imprese ai corsi rivolti a persone in cerca di riqualificazione o aggiornamento. Il tutto con l’approccio salesiano che caratterizza il nostro stile educativo: accompagnamento, fiducia, responsabilità, crescita integrale.

L’invito lanciato a Mestre non è solo simbolico. In un’epoca di trasformazioni rapide, la vera rivoluzione passa dalla capacità di fermarsi, ascoltare, guardare con occhi nuovi. Essere giraffe, in un mondo di sciacalli, è forse una delle sfide più alte — ma anche più necessarie — della nostra epoca.

CNOS-FAP Lombardia raccoglie questa sfida ogni giorno, con una formazione che mette al centro persone, relazioni e consapevolezza.

La filiera professionalizzante in Italia: intervista a Franco Pozzi, Direttore Generale CNOS-FAP Lombardia

La filiera professionalizzante in Italia: intervista a Franco Pozzi, Direttore Generale CNOS-FAP Lombardia

Un dialogo strategico nell’ambito dell’Osservatorio Digitale CNOS-FAP e PTS CLAS

Nel quadro delle attività promosse dall’Osservatorio Digitale – progetto condiviso tra CNOS-FAP Nazionale e PTSClas per monitorare le politiche formative e del lavoro in Italia – è stata realizzata un’intervista approfondita a Franco Pozzi, Direttore Generale di CNOS-FAP Regione Lombardia. Con oltre 35 anni di esperienza nel settore, Pozzi ci guida in un viaggio articolato all’interno della filiera professionalizzante italiana, soffermandosi su elementi distintivi, buone pratiche e prospettive future del sistema lombardo.

La filiera professionalizzante: un percorso continuo dal III al V livello EQF

Secondo Pozzi, è essenziale considerare la filiera professionalizzante come un percorso unitario articolato in quattro fasi principali:

  1. Qualifica professionale triennale (3° livello EQF): forma l’operatore, figura professionale in grado di inserirsi in contesti operativi.
  2. Diploma professionale (4° livello EQF): consente di conseguire il titolo di “tecnico” e acquisire competenze più approfondite.
  3. Percorsi IFTS annuali: corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, che rilasciano un attestato di specializzazione tecnica post-diploma.
  4. Percorsi ITS biennali (5° livello EQF): mirano a formare figure professionali capaci di gestire anche aspetti progettuali e organizzativi.

L’attuale riforma 4+2 mira a creare un accesso diretto ai percorsi ITS dopo il diploma professionale, rafforzando l’integrazione tra i livelli formativi.

L’approccio dei CFP: flessibilità, laboratori e apprendimento esperienziale

I Centri di Formazione Professionale (CFP) rappresentano un unicum nel panorama dell’istruzione post-obbligo. Franco Pozzi nell’intervista ne evidenzia l’approccio distintivo, fondato su:

  1. Standard minimi nazionali definiti in Conferenza Stato-Regioni;
  2. Maggiore flessibilità organizzativa, rispetto alla scuola secondaria, nella declinazione dei contenuti;
  3. Apprendimento esperienziale: il sapere nasce dal “fare”, con l’attività pratica come premessa per la teoria;
  4. Relazione costante con il territorio e con le aziende ospitanti, che partecipano a stage, tirocini, seminari, accademie aziendali.

Inoltre, i CFP permettono una personalizzazione del percorso in base ai bisogni del gruppo classe e del singolo allievo, soprattutto attraverso l’uso intensivo dei laboratori e l’interazione diretta con il mondo del lavoro.

Il sistema duale lombardo: integrazione tra formazione interna ed esterna

Il sistema duale, nella sua configurazione lombarda, rappresenta secondo Pozzi una best practice nazionale, se non europea.

I tratti caratterizzanti:

  1. Almeno il 30% delle 990 ore annue da svolgersi in alternanza formativa in azienda;
  2. Apprendistato di primo livello (art. 43): contratto che prevede la combinazione di formazione esterna (300-450 ore), formazione interna (training on the job e/o aula in Academy aziendale) e lavoro effettivo;
  3. Forte collaborazione tra CFP, famiglia, azienda e studente, per garantire una progettazione condivisa del percorso;
  4. Attivazione di gruppi-classe omogenei di apprendisti, per mantenere anche il valore educativo e relazionale del gruppo.

Il sistema duale non si limita all’alternanza, ma è un modello integrato di formazione e lavoro, in grado di anticipare le esigenze aziendali e promuovere un accompagnamento personalizzato.

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Il tutor come figura educativa e strategica

Un altro pilastro del modello descritto da Pozzi è il tutor formativo, il cui ruolo ha assunto negli anni una valenza sempre più strategica.

Il tutor:

  1. Conosce gli allievi individualmente e ne segue lo sviluppo personale e professionale;
  2. Visita le aziende, dialoga con i tutor aziendali e costruisce una “fiducia educativa” reciproca;
  3. Favorisce il raccordo tra scuola e lavoro, promuovendo la personalizzazione dei percorsi, soprattutto nei casi di fragilità;
  4. Può provenire sia dall’area tecnica sia da quella trasversale, a seconda del profilo e del contesto lavorativo coinvolto.

IFTS e ITS: percorsi diversi per esigenze e obiettivi differenti

Pozzi distingue chiaramente i due percorsi post-diploma:
  1. Gli IFTS sono percorsi brevi (anche 6-7 mesi in apprendistato), molto orientati all’inserimento lavorativo rapido, ideali per chi vuole specializzarsi tecnicamente o riorientarsi.
  2. Gli ITS, invece, offrono una formazione biennale più approfondita, adatta a sviluppare competenze progettuali, gestionali e di coordinamento, con un’uscita al 5° livello EQF.

La corretta comunicazione con le aziende è cruciale: secondo Pozzi, molte imprese devono ancora familiarizzare con le potenzialità offerte da questi titoli, spesso sottovalutati rispetto ai diplomi quinquennali o alle lauree.

I benefici per le aziende: investimento formativo e fidelizzazione

Le aziende che scelgono di aderire a percorsi in apprendistato o in alternanza ottengono vantaggi concreti:

  1. Riduzione dei costi contrattuali: le ore di formazione esterna possono non essere retribuite; quelle interne lo sono solo al 10%;
  2. Risparmio nei processi di selezione, grazie alla formazione in ingresso;
  3. Opportunità di fidelizzare i giovani, formandoli secondo i propri standard;
  4. Possibilità di partecipare attivamente alla formazione delle risorse, valorizzandole anche dal punto di vista umano.

Pozzi sottolinea come sempre più aziende, in particolare nei percorsi IFTS, comprendano il valore strategico dell’apprendistato e adottino incentivi per rendere i percorsi più attrattivi.

Sfide attuali: aggiornamento continuo e nuovi settori professionali

Tra le principali sfide per il futuro della formazione professionale, Pozzi individua:

  1. La formazione continua del corpo docente, che deve aggiornarsi costantemente per rispondere a un mercato in rapida evoluzione;
  2. La sperimentazione permanente: ogni nuova misura (come il duale o la riforma 4+2) comporta l’adattamento del sistema;
  3. L’apertura a nuovi settori professionali (es. motoristica, refrigerazione, trasporti) sulla base dei fabbisogni territoriali;
  4. Il coinvolgimento diretto delle aziende nella progettazione dell’offerta formativa.

In conclusione, Franco Pozzi descrive un sistema in movimento, fondato sull’alleanza educativa tra formazione professionale e impresa. Un modello capace di rinnovarsi, di includere e di offrire a ogni giovane la propria strada per il successo personale e professionale.

→ Guarda l’intervista completa a Franco Pozzi sul canale YouTube di CNOS-FAP Regione Lombardia

A Treviglio la prima edizione dei Capolavori CNOS-FAP del settore Logistica

A Treviglio la prima edizione dei Capolavori CNOS-FAP del settore Logistica

Dal 7 al 9 aprile 2025, la sede CNOS-FAP di Treviglio ha ospitato la prima edizione dei Capolavori del settore Logistica, all’interno dell’Esposizione Nazionale dei Capolavori CNOS-FAP. Un evento innovativo che ha messo al centro giovani talenti provenienti da tutta Italia.

Un evento nazionale per valorizzare le competenze

La cerimonia di premiazione si è svolta presso lo Spazio HUB di Treviglio, con il patrocinio del Comune, mentre le attività e l’esposizione dei Capolavori del settore Logistica si sono tenute nella sede del CNOS-FAP di Treviglio.
Questa edizione, realizzata in collaborazione con il CIOFS-FP (le opere salesiane femminili), è stata una delle 11 esposizioni nazionali in programma lungo tutta la penisola, dedicate ai diversi settori professionali.

A Treviglio la prima edizione dei Capolavori CNOS-FAP del settore Logistica

Giovani protagonisti dell’innovazione sostenibile

Durante le tre giornate, 24 allievi e allieve provenienti da diverse regioni – tra cui Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Campania e Molise – si sono sfidati in una prova di progettazione logistica.
Suddivisi in sei team, hanno avuto il compito di ideare start-up innovative nel settore, simulando processi reali e integrando soluzioni sostenibili.

L’eccellenza premiata dalle aziende partner

A valutare i progetti è stata una giuria composta da sei aziende partner del mondo salesiano, che ha premiato la squadra più meritevole per l’elevato livello progettuale, l’integrazione di soluzioni green e l’attenzione al riciclo.
Un riconoscimento importante per un lavoro che ha saputo coniugare competenze tecniche, creatività e sensibilità ambientale.

A Treviglio la prima edizione dei Capolavori CNOS-FAP del settore Logistica

Le istituzioni accanto alla formazione professionale

La cerimonia di premiazione ha visto la partecipazione di importanti figure istituzionali, tra cui il vicesindaco di Treviglio Pinuccia Prandina, il consigliere regionale Davide Casati, il direttore generale del CNOS-FAP Lombardia Franco Pozzi, il direttore della Federazione Nazionale CNOS-FAP Fabrizio Tosti e il direttore del Centro di Treviglio don Previtali.

«Una bella iniziativa – ha dichiarato Casatidove i ragazzi hanno espresso le loro potenzialità. La formazione professionale è un ambito sempre più importante e, grazie al lavoro dei Salesiani, contribuisce concretamente a ridurre il gap tra domanda e offerta di lavoro».
Emozionata anche la vicesindaco Prandina, che ha sottolineato: «È un piacere per la nostra città ospitare questi giovani che, con entusiasmo e impegno, si sono messi in gioco».

Un’esperienza di crescita e scoperta del territorio

Oltre alla competizione, l’iniziativa ha rappresentato un’opportunità di crescita personale e di scambio tra i partecipanti, che hanno potuto conoscere il territorio grazie a visite guidate nel centro storico, alla Torre Civica e allo stabilimento Bianchi Biciclette.

A Treviglio la prima edizione dei Capolavori CNOS-FAP del settore Logistica

Un appuntamento destinato a crescere

A chiusura dell’evento, il direttore Fabrizio Tosti ha omaggiato il Comune e le aziende coinvolte con il nuovo logo della manifestazione, auspicando che l’iniziativa possa diventare un appuntamento annuale fisso per il settore Logistica.

 

 

Refrigerazione: alleanza per la formazione

Refrigerazione: alleanza per la formazione

CNOS-FAP e Assofrigoristi insieme per formare i tecnici del futuro. A Sesto San Giovanni la presentazione ufficiale del progetto nazionale, con imprese e istituzioni al fianco della formazione professionale

Una professione necessaria: perché servono più frigoristi qualificati

Il settore della refrigerazione e climatizzazione è uno dei pilastri tecnici della nostra quotidianità. Dai supermercati alle abitazioni, dai magazzini alimentari agli impianti industriali, l’efficienza degli impianti frigoriferi è cruciale per la sicurezza alimentare, il comfort abitativo e l’efficienza energetica. In Lombardia e nel resto d’Italia cresce la richiesta di tecnici frigoristi qualificati, ma il mercato del lavoro fatica a trovare figure formate, aggiornate e pronte a entrare subito in azienda.

Per affrontare questa sfida, CNOS-FAP Regione Lombardia, insieme a CNOS-FAP Nazionale e Assofrigoristi – l’Associazione Italiana Frigoristi – ha organizzato un importante convegno a Sesto San Giovanni, sabato 29 marzo 2025, presso l’Opera Salesiani in Viale Giacomo Matteotti 425, alla quale hanno partecipato 50 aziende. Un appuntamento che ha messo attorno allo stesso tavolo enti formativi, imprese, istituzioni e rappresentanti del mondo del lavoro, per costruire un’alleanza concreta e duratura a favore dei giovani e del settore.

Refrigerazione: alleanza per la formazione

Un progetto nazionale per un bisogno reale

Durante l’incontro è stato presentato ufficialmente il nuovo accordo di collaborazione tra CNOS-FAP e Assofrigoristi, volto a costruire un modello formativo replicabile su scala nazionale, capace di rispondere in modo diretto alle esigenze delle aziende.

A dare il via ai lavori, dopo i saluti istituzionali, è stata la presentazione del progetto e dei suoi sviluppi, con particolare attenzione agli obiettivi condivisi e alla visione strategica dell’iniziativa. È stato inoltre sottolineato quanto sia importante il dialogo tra scuola e impresa per costruire risposte rapide ed efficaci alle esigenze del mondo produttivo.

Formazione e imprese frigoriste: due mondi che si incontrano

Alle ore 10.30 ha preso il via il dibattito “Esigenze delle aziende e offerta formativa: due mondi da far convergere”, moderato dalla giornalista Maria Luisa Doldi di Zero SottoZero (Gruppo Tecniche Nuove). Un confronto ricco e articolato, a cui hanno partecipato:

  • Simone Contro, Responsabile Settore Energia CNOS-FAP
  • Fabio Brondolin, Coordinatore Comitato Tecnico Assofrigoristi
  • Claudio Corradi, Direttore Generale di SCAR Refrigerazione, impresa tra le più attive a livello nazionale

Durante la tavola rotonda sono emersi diversi temi chiave: dalla necessità di percorsi professionalizzanti più flessibili e specializzati, alla valorizzazione del lavoro manuale come elemento centrale della transizione ecologica e digitale. È emersa anche la volontà comune di creare sinergie sempre più stabili tra imprese e istituzioni educative, affinché le competenze insegnate nei centri di formazione rispecchino quelle effettivamente richieste nelle aziende.

Refrigerazione: alleanza per la formazione

Case history CNOS-FAP Sesto San Giovanni: laboratorio, didattica e occupabilità

A dimostrazione dell’impegno formativo già in atto, Massimiliano Boracchi ha presentato il case history del centro CNOS-FAP di Sesto San Giovanni, portando esempi concreti di come la sede operi nella formazione di tecnici frigoristi attraverso una didattica basata su laboratori reali, esperienze pratiche, stage e lavoro in piccoli gruppi.

Uno dei punti forti dell’incontro è stata infatti la visita guidata al laboratorio operativo della sede, attrezzato per simulare impianti e scenari realistici. Qui gli allievi imparano a mettere le mani sugli impianti, applicano normative e protocolli di sicurezza, imparano a diagnosticare guasti e ottimizzare i consumi energetici. Un esempio virtuoso di scuola-laboratorio che mette al centro l’apprendimento per competenze, l’inserimento lavorativo e la formazione continua.

La voce delle aziende: il progetto Frigoria e l’impegno di Castel

L’evento ha visto anche la partecipazione attiva dell’azienda Castel, promotrice del progetto Frigoria, che mira a sostenere la formazione dei frigoristi attraverso collaborazioni con scuole, enti di formazione e associazioni professionali. L’azienda ha ribadito il proprio impegno a fianco del CNOS-FAP, mettendo a disposizione know-how, tecnologie e opportunità di inserimento professionale per i giovani più meritevoli.

Refrigerazione: alleanza per la formazione

Una professione strategica per l’occupazione e la transizione ecologica

Come già approfondito in un precedente articolo disponibile sul nostro sito (leggi qui), la figura del frigorista sarà sempre più centrale nei prossimi anni. In un mondo che punta alla decarbonizzazione, alla gestione intelligente dell’energia e alla digitalizzazione dei sistemi impiantistici, sarà indispensabile disporre di tecnici preparati, aggiornati sulle normative europee, capaci di intervenire in modo efficiente e sicuro.

Il progetto CNOS-FAP – Assofrigoristi rappresenta quindi un investimento sul presente e sul futuro, non solo per i giovani, ma per l’intero comparto industriale.

 

 

 

CNOS-FAP NAZIONALE E RANDSTAD: L’INCONTRO

L'INCONTRO TRA IL CNOS-FAP NAZIONALE E RANDSTAD

Oggi, nella nostra sede operativa di Arese, abbiamo ospitato l’incontro tra la direzione della federazione nazionale Cnos-fap (che raggruppa gli Enti e i Centri di Formazione Professionale dei salesiani in Italia) e Randstad, la multinazionale che si occupa di ricerca, selezione e formazione di risorse umane.

L’incontro è basato sulla collaborazione del cnos-fap nazionale e quella che è tra le più importanti agenzie per il lavoro al mondo, una collaborazione partita proprio da Arese e che oggi è allargata al livello regionale e nazionale. Per il CNOS é una collaborazione assolutamente importante, che ci consente di proporre corsi di formazione per adulti e corsi di Formazione Tecnica Superiore (in particolare mediante la fondazione Tech Talent Factory) come l’IFTS in automazione industriale per l’industria 4.0  e l’ITS in Digital Marketing 4 Export previsti per l’anno 2021-22.

Un incontro assolutamente interessante, ma soprattutto ricco di promesse per il futuro; per dare ai ragazzi (e non solo) una Formazione Professionale sempre più di qualità e ricca di offerte e di proposte.