Skip to main content

Giovani NEET e transizione energetica: il progetto CNOS-FAP e Schneider Electric a Sesto

  • 6 Luglio 2026

Giovani NEET e transizione energetica: a Sesto un percorso pilota con Schneider Electric

Giovani NEET e Transizione Energetica a Sesto San Giovanni. Nuove opportunità nel settore tecnologico e dell’energia per i giovani a rischio. Il 28 e 29 maggio, presso la sede CNOS-FAP di Sesto San Giovanni, si è svolta la prima iniziativa nata dalla collaborazione con Schneider Electric, dedicata all’orientamento di giovani a rischio di marginalità verso i percorsi tecnologici e, in particolare, verso il settore elettrico ed energetico.

Il progetto pilota, dal titolo “Prevenire marginalità e NEET attraverso una nuova consapevolezza di sé, anche grazie alla transizione energetica”, ha coinvolto la Comunità Oklahoma di Milano, realtà impegnata nell’accoglienza e nell’accompagnamento di minori stranieri non accompagnati.

Due giornate intense, costruite per creare relazioni, ascoltare storie, riconoscere capacità personali e accendere una possibile prospettiva professionale nel mondo dell’energia, dell’innovazione e delle nuove tecnologie.

Costruire fiducia prima ancora delle competenze

La prima giornata, intitolata “Sai Fischiare”, è stata dedicata alla conoscenza reciproca tra i formatori coinvolti e i giovani partecipanti.

L’obiettivo non era soltanto presentare un’opportunità formativa, ma creare uno spazio autentico di ascolto e confronto. Attraverso una condivisione sincera, adulti e giovani hanno potuto raccontare momenti difficili, cadute, scelte e ripartenze, riconoscendo come anche le esperienze più complesse possano diventare una risorsa per costruire il proprio futuro.

La sfida è stata ribaltata fin dall’inizio: non erano soltanto i giovani a mettersi in gioco, ma anche gli adulti presenti. Questa disponibilità reciproca ha reso possibile un confronto toccante e concreto, nel quale ciascuno ha potuto riconoscere le proprie fragilità, ma anche le proprie capacità.

Per giovani con un passato difficile, spesso abituati a scegliere con attenzione a chi concedere fiducia, questo passaggio è stato fondamentale. La relazione costruita nella prima giornata ha rappresentato il primo vero risultato del percorso.

Un gruppo che cresce grazie al passaparola

Il clima positivo creato durante il primo incontro ha avuto un segnale molto concreto già il giorno successivo.

Ai cinque partecipanti presenti nella prima giornata si è infatti aggiunto un sesto giovane, che, dopo aver ascoltato il racconto dei compagni, ha scelto di unirsi al gruppo per vivere direttamente l’esperienza.

Un gesto semplice, ma significativo: quando un’attività viene percepita come rispettosa, utile e coinvolgente, sono gli stessi partecipanti a diventarne testimoni e promotori.

Energia, tecnologia e nuove possibilità professionali

La seconda giornata è stata dedicata ad accendere curiosità e interesse verso il settore energetico, l’innovazione tecnologica e le professioni legate alla transizione energetica.

I partecipanti si sono cimentati nella realizzazione di una lampada, sperimentando in modo concreto alcuni elementi del lavoro elettrico. Hanno inoltre avuto l’occasione di avvicinarsi a semplici applicazioni di realtà aumentata e realtà virtuale.

L’esperienza pratica ha permesso ai giovani di scoprire che la tecnologia non è qualcosa di distante o riservato a pochi, ma può diventare uno strumento accessibile per imparare, creare e immaginare un possibile percorso professionale.

Attività manuali, sperimentazione e innovazione hanno contribuito a rafforzare nei partecipanti la consapevolezza delle proprie capacità e una maggiore fiducia nelle proprie possibilità.

Il riscontro dei partecipanti: interesse, inclusione e desiderio di continuare

Nei giorni successivi, la Comunità Oklahoma ha somministrato ai giovani un questionario di soddisfazione. I risultati hanno confermato il forte valore dell’esperienza.

La valutazione complessiva delle due giornate è stata molto positiva: la quasi totalità dei partecipanti ha espresso un giudizio eccellente, riconoscendo l’utilità e la qualità del percorso proposto.

Alla richiesta di descrivere l’esperienza, i giovani hanno scelto esclusivamente parole positive: interessante, utile, divertente e coinvolgente. Nei commenti liberi è emerso l’apprezzamento per il confronto tra culture diverse, per il clima creato durante gli incontri e per il desiderio di poter svolgere ancora più attività pratiche in futuro.

Tutti i partecipanti hanno dichiarato che consiglierebbero l’esperienza a un amico. È emerso inoltre quanto sia stato importante poter ascoltare e condividere storie personali in un contesto sicuro, senza sentirsi giudicati.

Due giovani hanno chiesto esplicitamente se saranno organizzati nuovi incontri e hanno manifestato interesse per la possibilità di intraprendere un percorso formativo nel settore.

Formazione come spazio di dignità, rispetto e inclusione

L’esperienza realizzata a Sesto San Giovanni conferma quanto l’orientamento e la formazione possano diventare strumenti concreti di prevenzione della marginalità e del fenomeno NEET.

Prima ancora delle competenze tecniche, è necessario creare contesti nei quali ogni persona possa sentirsi accolta, ascoltata e valorizzata. Spazi in cui sia possibile esprimersi senza timore, riconoscere le proprie risorse e immaginare un futuro diverso.

Queste due giornate hanno dato vita proprio a questo: un ambiente sereno, sicuro e inclusivo, nel quale ciascun partecipante ha potuto mostrarsi per ciò che è, senza arrendersi alle difficoltà vissute.

Per CNOS-FAP Regione Lombardia, la collaborazione con Schneider Electric e Comunità Oklahoma rappresenta un primo passo significativo verso nuove azioni di orientamento, inclusione e accompagnamento dei giovani alle professioni del futuro.

Perché parlare di transizione energetica significa certamente parlare di tecnologia e lavoro, ma significa anche parlare di opportunità, autonomia, dignità e fiducia nel domani.