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Progetti europei per la formazione: CNOS-FAP Lombardia al confronto della rete salesiana

  • 3 Novembre 2026

CNOS-FAP Lombardia ha partecipato al XVI Annual Gathering of EU Project Managers, dedicato ai progetti europei e alla collaborazione internazionale. Tre giornate di confronto sulla qualità formativa, sulla mobilità e sull’inclusione dei giovani, con uno sguardo alle opportunità per i cinque centri lombardi.

Dal 28 al 30 ottobre 2026, Roma ha ospitato la sedicesima edizione dell’Annual Gathering of EU Project Managers, promosso da DBTech Europe APS. L’incontro si è svolto presso la Sede Centrale Salesiana “Sacro Cuore”. Ha riunito progettisti, educatori ed esperti impegnati nello sviluppo della formazione e delle attività sociali della rete salesiana.

Per CNOS-FAP Lombardia hanno partecipato Franco Pozzi, direttore generale, ed Evelin Battistel, referente della progettazione europea e della Formazione Continua. Con loro era presente Giulia Carfagnini, con il ruolo di Design Support (https://www.salesianosdeusto.com/).

La partecipazione congiunta della direzione generale e dell’ufficio progettazione esprime l’importanza attribuita alla dimensione internazionale. I progetti europei rappresentano infatti uno strumento per collegare i bisogni delle sedi alle opportunità di collaborazione, apprendimento e crescita.

Il confronto internazionale di Roma ha offerto anche uno spazio per condividere esperienze e approfondire priorità comuni. Per la realtà lombarda, questi momenti aiutano a leggere le trasformazioni della formazione professionale attraverso il dialogo con altri contesti educativi.

Progetti europei: una strategia che coinvolge i cinque centri

La partecipazione al Gathering si inserisce nella strategia di internazionalizzazione di CNOS-FAP Lombardia. Questo lavoro si sviluppa in raccordo con la Federazione nazionale e attraverso la collaborazione con enti e istituzioni italiani e stranieri.

Le attività sono coordinate dalla sede regionale e coinvolgono Arese, Brescia, Milano, Sesto San Giovanni e Treviglio. Inoltre, ciascun centro dispone di un Tutor Erasmus, che presenta le iniziative agli studenti e alle famiglie.

I progetti si rivolgono sia agli allievi sia allo staff. Comprendono opportunità di studio, tirocinio, lavoro e scambio all’estero, anche nell’ambito del programma Erasmus+.

La dimensione europea riguarda quindi l’intera organizzazione. Da una parte, amplia le esperienze formative accessibili ai giovani. Dall’altra, sostiene il confronto professionale tra collaboratori e realtà educative.

Per questo, la relazione tra coordinamento regionale e singole sedi assume un ruolo centrale. Consente infatti di collegare le opportunità internazionali alle caratteristiche dei percorsi e alle esigenze delle persone coinvolte.

Mobilità internazionale e crescita degli allievi

Un’esperienza all’estero può arricchire il percorso di formazione sotto diversi aspetti. Accanto alle competenze professionali, entrano in gioco la comunicazione, l’autonomia e la capacità di affrontare situazioni nuove.

Conoscere un diverso ambiente di studio o di lavoro permette inoltre di osservare procedure, abitudini e modalità organizzative differenti. Il confronto offre così occasioni per rileggere anche ciò che si apprende nelle aule e nei laboratori della propria sede.

Tuttavia, il valore educativo della mobilità richiede preparazione e accompagnamento. Occorre aiutare gli allievi a comprendere gli obiettivi dell’esperienza e a riconoscere ciò che hanno imparato.

Anche il rientro rappresenta un passaggio significativo. La condivisione con compagni e formatori può infatti trasformare un’esperienza individuale in un’occasione di apprendimento più ampia.

In questa prospettiva, i progetti europei si collegano alla qualità dei percorsi. Il loro contributo va letto attraverso le competenze sviluppate e la possibilità di valorizzarle nella formazione e nella vita quotidiana.

Il confronto tra progettisti, formatori e realtà sociali

Le tre giornate di Roma hanno coinvolto la rete salesiana europea e internazionale. Erano presenti anche partecipanti provenienti dal Libano, dall’Asia, dal Sud America e dall’Africa.

Il programma ha approfondito le prospettive dell’istruzione e formazione professionale. In particolare, ha posto attenzione alle relazioni tra scuole, centri formativi e opere sociali di accoglienza nell’area europea e mediterranea.

Alle sessioni di visione strategica si sono affiancati workshop paralleli, presentazioni di progetti e tavoli tematici intersettoriali. Questi spazi hanno favorito il dialogo tra organizzazioni con esperienze e bisogni differenti.

Per CNOS-FAP Lombardia, il confronto assume valore quando aiuta a individuare risposte pertinenti alle esigenze delle sedi. Una pratica sviluppata altrove può offrire uno spunto utile. Deve però essere valutata e adattata al contesto nel quale si intende applicarla.

Di conseguenza, la collaborazione internazionale richiede ascolto e conoscenza reciproca. La qualità delle relazioni tra partner contribuisce alla costruzione di proposte coerenti con le finalità educative.

Innovazione e valutazione dell’impatto nella formazione professionale

Innovazione, valutazione dell’impatto e trasferibilità delle esperienze sono stati alcuni dei temi centrali dell’incontro. Si tratta di questioni che riguardano direttamente anche il lavoro dei centri lombardi.

Innovare significa individuare strumenti e metodi capaci di rispondere a un bisogno concreto. Per esempio, il confronto può riguardare l’accompagnamento degli allievi, le modalità didattiche o la collaborazione tra figure professionali.

Allo stesso tempo, valutare l’impatto richiede di osservare i cambiamenti prodotti dalle attività. È quindi utile chiedersi quali competenze siano state sviluppate e quali pratiche possano essere mantenute nel tempo.

Anche la possibilità di condividere i risultati merita attenzione. Un’esperienza acquista ulteriore valore quando offre elementi utili ad altri formatori, gruppi di allievi o sedi.

Da questo punto di vista, il Gathering ha proposto temi rilevanti per una rete regionale articolata. Il confronto tra partner può infatti aiutare a riconoscere soluzioni da approfondire, verificandone l’utilità nei diversi contesti.

La Roadmap 2026–2027 e le prospettive dei progetti europei

La giornata conclusiva ha approfondito il DBTech World Visioning Process, illustrato da don Josbeth Vivo. Sono state inoltre presentate alcune opportunità di finanziamento complementari per le Ispettorie salesiane.

Ivan Toscano, del VIS, ha illustrato il Migration Partnership Facility (MPF), mettendo in relazione cooperazione e mobilità regolare.

Francesca Iachini e Micaela Valentino, di Salesiani per il Sociale, hanno invece presentato l’esperienza del progetto Elevate, nell’ambito dei fondi AMIF. L’intervento ha richiamato i temi dell’autonomia e dell’inclusione delle persone più fragili.

Successivamente, Piero Fabris ha presentato la DBTech Roadmap 2026–2027. Il documento ha delineato un quadro di riferimento per le future candidature progettuali e per lo sviluppo delle reti di collaborazione.

Per CNOS-FAP Lombardia, queste prospettive offrono elementi da mettere in relazione con le priorità delle proprie sedi. La conoscenza degli strumenti disponibili aiuta infatti a valutarne la coerenza con i bisogni educativi e formativi.

La finalità educativa al centro della collaborazione internazionale

Le conclusioni del Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco, don Fabio Attard, hanno richiamato la dimensione comunitaria ed educativa della progettazione. Al centro resta la crescita integrale dei giovani, con particolare attenzione a quelli più vulnerabili.

Questo richiamo riguarda anche il modo di costruire le collaborazioni. Definire obiettivi condivisi, conoscere i destinatari e prevedere un accompagnamento adeguato sono passaggi essenziali per dare concretezza alle iniziative.

Per la rete lombarda, la partecipazione al Gathering si colloca in questa prospettiva. Le relazioni internazionali possono contribuire alla qualità formativa quando aiutano le sedi a sviluppare opportunità coerenti con la propria missione.

I progetti europei diventano così parte di un lavoro educativo più ampio. Un lavoro orientato a sostenere le competenze, l’autonomia e la partecipazione dei giovani, attraverso esperienze preparate e accompagnate.

Per approfondire le attività e le opportunità rivolte ad allievi e collaboratori, visita la sezione Progetti europei di CNOS-FAP Lombardia.

 

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